Corrado Premuda

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Commenti a "Un racconti di frammenti"

Un racconto di frammenti dunque, non il racconto di una storia, ma pezzi di storie che non riescono a disporsi su un percorso che abbia un inizio e una fine: una resa al labirinto della modernità? Tutt’altro. Mi sembra che il testo cerchi invece di restituire all’autore, oltreché al lettore, alcune ipotesi costruttive, che dalle macerie delle ideologie e del sapere novecentesco salvino alcuni frammenti utili a ricostruire. Così ci troviamo di fronte a un "io" che ci racconta la sua solitudine, ma anche la sua disponibilità ad aprirsi all’"altro", l’affezione al suo cantuccio familiare, ma anche il desiderio di spingersi nel più vasto mondo.

[...] L’io narrante è perfettamente consapevole che la realtà oggi non è più spiegabile, ma sa che però è raccontabile, a patto di lasciarsi andare senza opporre un’inutile resistenza. Così si può ridare senso a un’attività che non presume più di consegnare la verità, ma che non si arrende neppure di fronte allo scacco: preferisce aggirare l’ostacolo e lasciarsi andare, come una foglia al vento, in cerca di nuove dimensioni: "Soffia veloce e deciso... portami in aria! Fammi viaggiare, e... volami via". Per ora sono dichiaratamente frammenti, ma si percepisce già l’inizio di un racconto.

Cristina Benussi