Corrado Premuda

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Particole al cioccolato

Buongiorno. Un cielo azzurro e piccole nuvole regolari sullo schermo. Sei connesso. Un momento di attesa. Fuori la luce è morbida, più nitida che pallida. È l’alba. I vetri s’illuminano, si animano di luce. Il programma è stato chiuso in maniera errata e alcune modifiche potrebbero non essere state registrate.

Cielo azzurro e piccole nuvole regolari. Un volto nuovo si riflette nel vetro, rimbalza dallo schermo. Il cielo è azzurro innaturale, quello del computer. Oltre la finestra la luce è bianca, fresca, solo l’alba è così intensa e pastosa. Fabiana passa lo sguardo dal monitor ai vetri: tre nuvole identiche, finte, contro una panna montata che si gonfia con un lento respiro.

Oh Signore, dammi la forza di affrontare l’acqua della doccia. Sguardo implorante verso la porta del bagno. Le pareti bianche della piccola stanza diventano ogni giorno più familiari. Evocano un candore autentico chissà se proprio necessario.

L’impatto con il getto liquido è drammatico come ogni mattina. Il mondo si risveglia, ogni formica, in fila indiana, marcia imperterrita al ritmo del lavoro mentre le gocce le scivolano sul corpo, arrivano alle gambe e il gelo la spinge a ritrarsi: natiche e schiena sulle piastrelle della parete, possibile? ancora più fredde. Sia fatta la tua volontà. Lo shock termico e i deliri mistici. Esagerata. Sua madre, sempre all’erta, ripete a tutti da anni: "Non ha il senso della misura, quanti grattacapi m’ha dato..."

Uno, due minuti. La pelle di Fabiana è già pronta ad accogliere un piacere nuovo. Sfiorandosi in ogni punto, dalle braccia ai piedi, palpa il tessuto plastico, morbido del corpo, gommoso come un palloncino della fiera di Natale. Sorride Fabiana e si abbandona a un girotondo rituale intorno al getto della doccia. In ginocchio. Al suono del campanello, in ginocchio.

Si asciuga per bene fuori dal bagno. Una strofinata vigorosa quasi ad accendere il fuoco con due legni. Per affrontare una lunga giornata. Non gocciola più e s’infila le mutande di cotone bianco, alte fino in vita. Poi il reggiseno bianco, semplice, senza vezzi. I passi fuori dalla camera la chiamano a uscire. Sospira appena.